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ORATORIO - Beato A. Marvelli - La preghiera - Preghiera e azione
PREGHIERA ED AZIONE
La preghiera di Alberto era in piena sintonia con la sua azione: non era evasione, ma impegno di vita. Tutta la sua vita era preghiera, perché egli “viveva in continua unione con Dio”, “tutta la sua vita era un atto di amore a Dio”.
In Alberto preghiera e azione sono modalità diverse di un unico impegno di vita spirituale. Preghiera e azione si fondono nel compimento della volontà di Dio e della comunione con Lui: attraverso la preghiera partecipa all’essere e al progetto di Dio; attraverso l’azione partecipa all’agire di Dio nella storia. Nella vita di Alberto non ci fu frantumazione o discontinuità, ma unità profonda. Nell’agire apostolico, con libertà e generosità, realizza l’unità interiore fra preghiera e azione, sotto la guida dello Spirito santo.
Alberto era convinto che l’azione apostolica non fosse sufficiente per sostenere tutta la vita spirituale, che non basta lavorare per il Signore, ma bisogna dedicare molto tempo alla preghiera. L’impegno costante della sua missione di apostolato si traduceva in attività orante.
L’azione apostolica scaturisce dal suo ricco mondo interiore; la sua sola presenza diviene portatrice e rivelatrice di valori, prima ancora che parli o agisca. “La sua parola era valorizzata dalla vita, che mai aveva deflesso da quei principi che egli divulgava fra il popolo”, così testimonia un suo amico.
Per lui “la cosa principale era trasmettere Dio agli altri; fare apostolato; non pensava ad altro”.
Alberto era abituato a vedere il mondo con lo stesso sguardo di Dio; la preghiera lo predisponeva la sua volontà alla volontà divina. Molte volte , nel diario e nelle lettere, ricorre questo abbandono alla volontà di Dio: “Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà”. Quando gli viene comunicata la morte del fratello Lello in Russia commenta: “Nostro Signore ha voluto così. Sia fatta la sua volontà!”.
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